Padre Lavinio | Prete marchigiano | Storie e Tradizioni #Marche

Padre Lavinio | Prete marchigiano | Storie e Tradizioni e Memorie #Marche

Vallato, 21 Settembe 2013

Vallato, 21 Settembe 2013 Aiuta Padre Lavinio e scrivi un messaggio il 21 Settembre, in contemporanea all’evento su Facebook, Twitter e Instagram dalle 10:00 alle 22:00 >la tua confessione a Padre Lavino.<
E’ semplice: invia durante l’evento quello che pensi sia il peccato più grande in questo momento, completo di hashtag #papalepapale)

Un prete giuggiolone che ha divertito generazioni di marchigiani

Nel corso delle ricerche nelle memorie di Vallato, grazie all’aiuto dell’Ecomuseo delle memorie e dei saperi, è emerso dalle registrazioni e dalle interviste la figura di un prete, Padre Lavinio, vissuto a Vallato a cavallo del 1800 e del 1900.

Nelle interviste viene riferito di “Don Tommaso”, prete burlone vissuto ad inizio ‘900.

In realtà, da ricerche su fonti della tradizione, tale figura mitica marchigiana, può essere riferita con certezza a Padre Lavinio, leggendario vessillifero delle corbellerie, colui che con le sue prediche balorde, le uscite sceme e i comportamenti da giuggiolone ha divertito generazioni di marchigiani e che per estensione è divenuto allegoria dei preti marchigiani arruffini e opportunisti e al tempo stesso canovaccio per successive reinterpretazioni di burle e di barzellette legate al mondo ecclesiale.

Uno spazio di libertà per una satira pungente e spietata.

Da dove viene allora la confusione nella memoria dei testimoni che citano “Don Tommaso” invece di Padre Lavinio?

L’inversione del nome nelle interviste e nella memoria dei testimoni è dovuta probabilmente al fatto che Padre Lavì reggesse la parrocchia di San Tommaso nella frazione di Vallato di San Ginesio e che nel 1840 assumesse, nello stesso comune di San Ginesio, la cappellania di S. Maria delle Macchie, lasciata dai frati benedettini.

Citato da numerosi marchigianisti come Bartoli (Leggende Marchigiane, Osimo, 1922, pp. 15-19 ) e Ginobili (Miscellanea folklorica Marchigiana, Macerata 1964) e dal poeta vernacolare Alfonso Leopardi (Caldarola 1829 – 1900), le citrullerie di Padre Lavì meritebbero un volume di storie e racconti.

Basti pensare alla famosa preghiera attribuita a Padre Lavì e che ne ricalca a perfezione la figura

Prego pr tutti, prego per be’
‘ddonga prego pure per me.

Io te lo chiedo, o mi’ Signore
‘na gajina pe’ peccatore

E a me che so’ un peccatoracciu
‘na gajina e un pollastracciu!

Padre Lavì e rito del Battistero, meglio conosciuto come “Ufficio delle Tenebre

santa maria delle macchie visitare Sarnano e San Ginesio

Foto Santa Maria delle macchie http://tuma.jef.it

All’interno delle memorie emerge chiaro come Padre Lavì officiasse, nei riti della settimana santa, il rito conosciuto come Ufficio delle Tenebre.
Tale rito rievoca, nella tradizione cattolica, il terremoto avvenuto sul Golgota alla morte di Gesù Cristo,

Tale terremoto veniva rievocato al termine di una liturgia specifica: letture di salmi e canti, un repertorio ancora vivo e praticato in diverse zone d’Italia.

Come funzionava il rito dell’ufficio delle tenebre? L’esorcismo del terremoto.

Durante la cerimonia, un candelabro a 12 o 13 bracci viene progressivamente spento, fino a generare la completa oscurità della chiesa.

L’officiante, a quel punto, al termine dell’invocazione chiedeva ai fedeli di battere e percuotere i banchi della chiesa, creando così, nel buio e dopo qualche secondo di silenzio, tutti i presenti battono i banchi con un effetto mistico di grande impatto.

Dicono le fonti intervistate: “Ce venìeno fino da Sarnà’” (ci venivano fin da Sarnano) e  questo testimonia la popolarità del rito negli anni in cui fu esercitato, ma. va da sè, che accostato questo rito alla figura caricaturale di Padre Lavinio, be’, l’effetto e il vero intento di quel rito, generarono racconti davvero mirabolanti o fantasie, credenze davvero uniche.

Ecco quello che ricordano i testimoni.


Il 21 Settembre, a San Ginesio rappresenteremo Il rito e le storie della frazione Vallato di San Ginesio.

Rievochremo questo rito e la figura di Padre Lavinio e altre storie e canzoni dalla tradizione marchigiana, insieme a Giovanni Cofani e Sabrina Conocchioli, durante il workshop formativo che si svolgerà il prossimo 21 Settembre a San Ginesio nell’ambito del progetto “La Pac verso il 2020 …l’Agricoltura in movimento”. Dalle ore 9.00 alle 17.00 il programma prevede vari interventi di approfondimento sul ruolo dei servizi educativi e sociali all’interno dell’azienda agricola multifunzionale e sulle prospettive della nuova programmazione comunitaria. Focus culturale è la riflessione sull’educazione ambientale declinata nei contesti rurali: presupposti, approcci, pratiche ed innovazioni.

L’evento presso l’Ecomuseo dei saperi e delle memorie presso la Quercia della Memoria | San Ginesio

Dopo il workshop, che si terrà all’Auditorium di San Ginesio, dalle 18.00 alle 20.00 ci sposteremo presso la Contrada Vallato del Comune di San Ginesio per la presentazione dell’azienda agricola multifunzionale “La Quercia della Memoria” (Bio-fattoria didattica e sociale, agrinido della natura e CEA CREDIA WWF) e per una visita narrativa nel borgo curata da Stefano Fabbroni (Le voci de lu Valluto: un progetto di restituzione narrativa in chiave teatrale basata su storie e racconti di comunità).

L’evento è Gratuito ma è gradita la prenotazione 😛

Il pranzo è offerto dall’organizzazione – E’ possibile prenotare la cena al costo di 25 euro

C’è la possibilità di fermarsi a cena, sempre presso l’agriturismo La Quercia della Memoria.
Informazioni: Federica Di Luca (crediawwf@gmail.com) – Barbara Albonico (b.albonico@wwf.it)
Tel. 0733.694431 – 694423 – Cell. 348.4768272 – http://www.agrietur.euwww.querciadellamemoria.it

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2 thoughts on “Padre Lavinio | Prete marchigiano | Storie e Tradizioni #Marche

  1. Pingback: 11 Aprile (|@|) La Mappa di Comunità di Vallato | Eventi di canzoni e storie popolari | Lu Sprufunnu (|@|) Cantastorie e Melodie dalla tradizione popolare

  2. Non posso che complimentarmi con te per questo splendido progetto di salvaguardia, scoperta e diffusione delle tradizioni popolari. In un mondo che cambia a velocità forsennate, il rischio che si perdano queste storie, queste esperienze è altissimo, ed è davvero importante che ci sia qualcuno in grado di raccoglierle e raccontarle. Complimenti ancora!

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