Commemorazione caduti di Chigiano – le foto
Un episodio che ho narrato più volte nella storia di Erina e le filandaie de Tulindì, intepretato anche con Francesca Zenobi ad Altidona, l’ho ritrovato, visto da un’altra prospettiva in un libro che parla della Resistenza di San Severino: si parla in particolare dell’aggressione fascista in occasione del Congresso Socialista di Tolentino del 1922.
Il libro di Piangatelli, Tempi e Vicende della Resistenza a San Severino Marche, vi cita il giornale Provincia Maceratese in cui si testimonia che il 22 e 23 Febbraio tutta la provincia fu messa a ferro e fuoco da fascisti che provocarno 2 morti, diversi feriti, oltre alla distruzione della Cametra del lavoro sotto gli occhi chiusi delle forze dell’ordine e della prefettura.
Si parla di violenze volontarie e coordinate, preordinate e provocatorie.
Ventanni dopo, il fascismo portò alla guerra con i tedeschi, alle sconfitte, ai morti e ai bombardamenti, sotto l’alta guida di Nostra Signorìa Vittorio Emanuele III di Savoia, che se l’era frattanto sgattaiolata via con la corona in mano e con le tristi volontà suicide dell’unico conduttore di luce della patria: Mussolini, suo cavalier gagliardo.
La guerra dei fascisti e italiani, tanto baldanzosi nelle piazze nel terrorizzare i cittadini per assicurarsi le elezioni, è tanto disperata nella narrazione della loro ritirata, la ritirata di un popolo spesso inconsapevole e terrorizzato e feroce.
La strage di Chigiano, a cui ho partecipato alle commemorazioni del 3 Luglio 2011, a Chigiano di San Severino Marche, datata Marzo 1944, si colloca in una fase di pre-ritirata delle truppe e in piena fase di occupazione da parte di fascisti della Repubblica Sociale e delle truppe tedesche del territorio marchigiano.
L’area delle colline tra San Severino, El Cito , Valdiola e Chigiano sono piene di ragazzi sfuggiti ai bandi di Graziani o sbandati dei corpi dopo l’8 Settembre 1943, che rifiutano la guerra con i tedeschi e si organizzano in montagna.
Quei gruppi,da una parte, sono collegati in quel periodo con le bande Cingoli e, dall’altro lato, a Nord ovest, verso il San Vicino e i gruppi dell’anconetano e osimo.
I collegamenti dei gruppi erano fitti anche con Serrapetrona e Capolapiaggia e anche con il gruppo del tenente Acciaio (Emanuele Lena), che in quel periodo porterà avanti azioni come le aperture dei granai e l’assalto a Ferrazzani. In quell’azione avventata del Aprile del 1944, probabilmente sbagliata tatticamente, muoiono Livio Cicalé e Peppe.
Negli stessi giorni della Strage di Montalto, Marzo 1944, i rastrellamenti tedeschi si intensificarono nella zona del San Vicino, dove agivano i gruppi collegati al Battaglione Mario. La mattina del 24 marzo il parroco di Braccano, don Enrico Pocognoni, suonò le campane per avvisare la popolazione e i partigiani dell’arrivo dei nazisti.
Questi radunarono tutti gli adulti, prelevati nelle case, presso la scuola elementare ed uccisero il parroco ed altre cinque persone.
Il rastrellamento e l’Eccidio della famiglia di Chigiano è l’atto più atroce e tragico, compiuto nell’Aprile 1944 con freddo cinismo e col pretesto dell’arsenale di armi, dai fascisti e nazisti: una famiglia viene fucilata sul ponte e un contadino nei campi, all’indomani degli scontri in cui perse la vita il Comandante Valerio.
Il cuore sussulta, invevitabile, quando senti uno dei ragazzi che organizzano confidarti: metà dei nomi di quella lapide erano la mia famiglia, Sono momenti indimenticabili di un viaggio.
Atti eroici e meschini di una battaglia di metà Marzo del 1944,devono essere narrati, nelle mie intenzioni come il riflesso di quelle prime violenze del 1922 e non solo.
A margine di quel giorno ho parlato con uno dei partigiani intervenuti e sopravvissuti a quella battagia, che salutando mi ha parlato così:
“Mio padre me lo diceva: con i tedeschi non vinceremo la guerra. Lui mi diceva ancora: io ho fatto la guerra contro i tedeschi e so che loro sono i veri nemici. E allora io so’ jito in montagna. Ho preso parte in montagna.”
Racconti popolari di fughe e attacchi e tentazione: questo è Petruccio.
Tedeschi o francesi o americani, però, alla Storia non sembra più importagliene un granché, perché tutte le guerre andrebbero solo che fermate, comprese quelle che ancora facciamo: la lista è lunga e non è importante il con chi o il contro chi, basta solo dire che ci stiamo uccidendo, uccidendo altri uomini.
Grazie al Comune di San Severino,ANPI delle sezioni di Macerata e San Severino, ad Emanuele e Paolo Ticà, a Ilde Cipolletti, Stefano Corridoni de la Cagnara, che ha bombardato con gran foga e gran cassa sopra i pianti della Signora Zervas.
Lu Sprufunnu sarà replicato il 24 Luglio a Caldarola, in Piazza, ore 21:30.
Peppe de Carella
- Commemorazione Partigiani ANPI – Chigiano, San Severino Marche 2011 foto – Stefano Fabbroni
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3 Responses to “Commemorazione caduti di Chigiano – le foto”Trackback
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[...] a Peppe de Carella, una Settempedana doc come Ilde Cipolletti, come a Chigiano e Valerio Maestro Zen agli arnesi del [...]







Mi è dispiaciuto molto non esserci.
Un saluto da parte mia e da Pitrió’ mmia a tutta la crew de lu Sprufunnu.
è stata una bellissima occasione! torno nelle marche l’11! ci vediamo sicuramente!!